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    Solo 6 minuti

    Roma Nomentana h 7.30 Stazione vuota, freddo tagliente. Si sente il rumore assordante di un treno. Mi passa davanti, alza il vento che spazza via le carte e fa volteggiare le foglie. Dura pochi attimi, interminabili, severi. Poi tutto torna di nuovo a posarsi. Come prima. Il treno è passato. L'aria si calma e quel posto angusto si impregna del solito silenzio, monotono e  struggente. Torno a casa. La mia mente è serena, il mio cuore lo è di meno. Mi siedo. Posso pensare a qualsiasi cosa; a questi due giorni appena trascorsi ad esempio, al mio esame. E chi c'ha capito niente? Tutto troppo veloce. Quanto più le ore si caricano di un valore inestimabile, tanto più la scelleratezza del tempo farà da padrona. E così gli eventi mi hanno travolta ed io li ho prontamente accolti e goduti in nome del mai rispettato Carpe Diem, diventato ora il mio unico vero sprone, il frutto della maturità che finalmente posseggo, della lucidità, della sfrontatezza e della freddezza da cui, seppur contro voglia, mi faccio dominare; ma la nostalgia affiora come di consueto. Sei passata talmente in fretta, Felicità, che non sono riuscita neanche a guardarti negli occhi. Ladra! Inaspettata e sfuggente. Ma stavolta io ti ringrazio, nonostante tutto. Anche se... I would have...
    Le rotaie stridono ancora. Il mio treno sta per arrivare. Qualche ragazzo va a scuola e aspetta con me. h 7.39-prossima fermata: Tiburtina. 6 minuti in un vagone. Al di là del finestrino, Roma. L'alba dell'Urbe scorre impazzita in un riquadro trasparente. Mi ricorda il cinema, lo specchio e il simulacro. Gli alberi sono spogli, il sole è freddo e arancione. Mi fa pensare a dei versi surrealisti."Il falò pianta sul campo della sera aste di cervo infuriato". E' la setssa immagjne. Mi sembra di stare a leggere quella poesia e vedere le parole di  García Lorca materializzarsi nel cielo mattutino. Mentre il sole accende quei rami secchi, la città si sveglia. E' quasi immobile. Quasi. E se qualcosa si muove, lo fa tacendo. L'odore del caffè lo sento anch'io, e gli sbadigli della gente assonnata. Chissà chi, sta facendo chissà cosa; ma molti, sono sicura, hanno scoperto proprio ora, che una nuova giornata è appena cominciata.
    6 minuti per capire che la mia testa è particolarmente leggera, che la mia anima spinge prepotentemente contro il petto e che quella là fuori è proprio la città che io amo. Sento di appartenerti, mia dolce Roma e sento che questo non mi basta. Non voglio andare via. Tienimi avvinghiata alle tue porte, lasciami cadere nella tua potenza e morire per la tua gloria.
    Roma Tiburtina-h 7.45. La porta si apre. La gente ha fretta. Io anche. Mi aspettano. Per quanto tempo ancora non potrò vederti? Non posso più rinunciare alla tua vitalità. Voglio amarti, viverti 'fino all'ultimo respiro', abbandonarmi completamente alla tua grandezza e arrivare a farne parte. h7.46-devo ancora fare il biglietto.  Scappo. Prossima fermata: il vuoto, il sonno e l'apatia.
    AM I GLOOMY? NO, I'M NOT.

    Dimmi che serve restare

    Io e Me. Sempre. E' la cosa più bella che mi sia restata, che abbia mai avuto. Che non ha voluto altro che me. Cos'è questo cinismo? Questo desiderio di piangere? Prima era così semplice, ora invece provo solo rabbia...Talmente tanta che...Niente. Rabbia.
    - Ti ricordi quando era tutto incredibilmente vero? Io e...Te. Dancing. E il silenzio di quell'ultima sera, le strade buie, il tempo, la pace,la forza, la vita. Ricordi qualcosa?-
    Piangi. Lo dico a me stessa. Sforzati. Io e Me. Fattene una ragione. E' il mio scopo.
    Quando si è stanchi cosa bisogna fare? Deporre le armi? Il mondo t'attacca, sei troppo debole senza quelle. Sei una persona comune. Sei addirittura come gli altri. Hai bisogno di quelle armi, sono la tua unica salvezza. Guerra. Guerra continua ed estenuante. Guerra per qualsiasi cosa. NON MOLLARE! Carica la tua pistola sempre. Anche quando pensi non sia il caso. Quando ti illudi che non sia il caso. Anche quando pensi si tratti di amore. MAI mostrarlo. MAI abbandonare l'arroganza. MAI lasciarti scoprire. MAI provare ad essere te stessa. Quella che il mondo ha seppellito. Quella che il mondo ha totalmente plasmato. Quella di cui infondo... qualche traccia è rimasta. MAI dare un bacio e sentirti la carne stridere e la pelle tremare. MAI alzarti da quel letto volendo lasciarci dentro l'anima. Strappala! Portatela via! Scappa! MAI provare ad amare. MAI sperare che a tutto questo ci sarà una fine.
    Adattati. E vivi bene. Missione compiuta!
    C'è chi ha il coraggio di mentirmi ancora, chi ama immaginarmi struggente, chi finge che quel dolore non sia mai esistito, chi sbaglia nei giudizi. Chi mi ha abbandonata...e crede che io sia ancora qui.
    Most of the time...
    In cosa è che credo se non solo a me stessa? E' grazie a me se sono quello che sono. Se ciò che sono diventata mi piace terribilmente. E sono io l'unica risposta alle mie domande. Io: la cosa più bella che mi sia restata, che abbia mai avuto.
    Eppure per gli altri... c'è ancora posto. Above all.