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    Hai mai sognato di fare l'amore con una poesia?

    Una mostra, il cinema, immersi nella storia sullo schermo e nella luce del proiettore, una passeggiata per qualche stradina poco illuminata, nessuna fatica per apparire brillante. E poi senza troppe storie, a casa; la radio e qualche battuta. Mettersi a letto e capire che solo così può andare, che hai aspettato tanto e aspetterai ancora, che non è mai troppo il tempo che lasci scorrere per la piena realizzazione di ciò che hai a lungo agognato. Ecco tutto.
    Poter solo condividere.
    Hai mai sognato di fare l'amore con una poesia?
    Di leggere versi, ricordare canzoni, immaginarti nei film; essere il flm. Non sentirti un automa spietato in questo mondo che ha fretta di dominare. Eremiti in città, uomini che non possono perdere il contatto col reale ma che in due, non lo sfiorano nemmeno e lo temono, lo odiano, lo rigettano. Insieme per l'arte e con l'arte; scopo evasivo, riparo felice per le menti stanche e sognanti, per gli occhi sempre sgranati, per i cuori impauriti e guerrieri.
    Hai mai sognato di fare l'amore con una poesia?
    E trovare che fosse straordinario...Alimentarsi di parole e di scene, di frasi e di musiche, di tramonti, visi, monumenti, tele, di corpi nudi e fabbriche abbandonate.
    Seni, labbra, pance, gambe, spalle...che emergono dal più terrificante buio e si stagliano indefiniti e  misteriosi sulla pellicola fotografica. Tutto non poco imperfetto, tutto non poco irrele ed inquietante, non poco incredibile ed avvolgente. "Cos'è quello?- E' un uomo- Un ginocchio- Un ombelico- Un corpo di donna- Un sfacelo" .
    Poterne parlare.
    Tubi arrugginiti, muri cadenti, bulloni svitati che cantano il silenzo, la ballata di una solitudine ignorata prima.
    [Non ti ha ricordato il nonno? Si il nonno e la sua officina, il lavoro caparbio e le mani aggrenzite sugli oggetti consunti. La 'rimessa', la calce sul pavimento impolverato, l'enorme bilancia, il cunicolo scuro e sporco, il mangime per i cani. Il trattore cusodito e immobile, gli enormi macchinari verdi, il piccolo accesso al frantoio. L'infanzia. Che cosa è rimasto di tutto ciò? Dov'è? Morto. Con lui. Con la malinconica spensieratezza.]
    Poter raccontare tutto ciò e non provare alcuna vergogna.
    Essere capita e abbracciata. Emozionare, essere emozionata.
    Avvìnghiati e non lasciarlo andare, per non ricadere nell'inferno quotidiano, con la solita gente, la strafottenza e le guerre personali.
    Invece no. Non può esistere. Siamo così ristretti, tormentati, in continuo cambiamento, menefreghisti, infelici, perennemente scontenti, indaffarati. Non può esistere. Ma inseguilo ugualmente. Anche se forse è inutile. Inutile come tutto quello che fai e che credi di poter fare.
    Hai mai sognato di fare l'amore con una poesia? 
    E arrivare a piangere facendolo, per l'estasi totale in cui ti porta.
    Appoggiare un piede sul Parnaso e l'altro sul tuo letto, ma non sentire nessuna differenza: semplicemente questo è ciò che gli altri chiamano Amore.