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    25/03/2008- 22.06

    E' marzo, quasi aprile. Dovrebbe far caldo. In questa casa invece oggi  il freddo sa di Natale e di neve.
    Aprile. Si avvicina la bella stagione. Voglio scappare. Il più lontano possibile dal caldo, dal mare, dalla spiaggia, dall'estate. Torniamo indietro, all'inverno o, se possibile, allo scorso luglio.
    Ero a letto 10 minuti fa. Ora sono seduta davanti a questo meraviglioso foglio bianco e, per il momento, i Muse nelle orecchie.
    Immaginavo di rivederti. E' un'umiliazione, mi vergogno a far emergere certe elucubrazioni: si tu vuelves, yo nunca te dejaré
    .
    Non ti desidero           TI PENSO
    Non spero                   MI INTERROGO
    Non sogno                  IMMAGINO
    Eppure ci sei.
    Parlarti, sorriderti, dirti ogni cosa, piangere. Ma non sola. Ascoltarti, essere felice, non resistere all'impeto, a quello che i più chiamano Amore. Stringerti le braccia intorno al collo e darti
    un bacio.
    Quel bacio per cui ho vissuto,
    quel bacio che mi ha svegliata avvilita e stanca ogni mattina;
    quel bacio che ha annientato i miei giorni, straziato le mie notti, oppresso i miei vitali spiriti ;
    quel bacio in cui ho riposto tutte le mie silenziose memorie;
    quel bacio che  avrei dovuto avere ma che mi hai negato;
    quel bacio che ho assaggiato ma non mi ha saziato.
    Quel bacio che ora voglio, pretendo, imploro.
    Perchè è stato quello il bacio che mi ha prostrata e sarà solo quello capace di  sollevare il mio capo reclino.