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    DAVID LYNCH, bungalow 17. Mulholland Drive- Los Angeles

    Manca poco all'esame di Bertetto. Forse l'esame più importante dei tre anni. Si. Per me sicuramente. Sto studiando
    delle cose assurde. Incomprensibili, astratte, contorte.
    Ogni mattina mi alzo con la santissima pazienza di doverle apprendere, capire, di farle entrare nella testa! Per ore e ore
    su quelle nozioni. E leggo e non capisco e rileggo, rileggo, rileggo, rileggo, sottolineo, collego, ricordo...E poi ripeto
    e ripeto ancora, fino all'esasperazione. Non mi deve sfuggire niente, neanche una virgola, memorizzo ogni dettaglio,
    ogni nome, ogni data. Fino alla fine.
    Tutto quello che faccio, lo faccio per te. Quando mi sento scoraggiata, vinta, a pezzi, quando il mio sacrificio, le mie
    ansie, la mia esasperazione mi stanno consumando... Mi basta pensarti e sapere che sarai fiero di me un giorno.
    Perchè capirai, saprai. Vivo in funzione di un incontro, di una penetrazione nel tuo mondo oscuro e profondo, di un
    abbraccio. Sono accovacciata sulle tue ginocchia, mentre le tue braccia mi reggono  e i tuoi occhi guardano dritto
    l'obiettivo. Questa volta ci sei tu dall'altra parte. Tu con me. Sei pronto? Io si. Non penso ad altro. Ogni giorno. Ogni
    singolo giorno. Mentre cammino per andare all'università la musica accompagna i miei assurdi pensieri, le mie
    visualizzazioni di una vita futura accanto a te. Essere la tua musa, la tua allieva e tu il mio sorriso, la mia salvezza,
    la mia riuscita. Se la vita è un continuo oscillare tra lo scacco e la rivelazione, con te annienterei lo scacco. Potrei
    dire di aver frenato l'affanno, di aver risolto l'enigma, di aver arrestato la ricerca estenuante e di essere passatà dalla
    libertà al Tutto. Io ci sono perchè ci sei tu. Sarò il prodotto dell'amore per te, dell'aspirazione ad averti accanto,
    dell'estasi in cui inconsapevolmente mi trascini. Se tu solo sapessi, se potessi conoscere tutto ciò, venirne al
    corrente! Mi hai tenuta per mano, nonostante non mi stessi vicino, e mi hai condotta in quella direzione... E in
    così poco tempo, con l'aiuto della tua guida, sono arrivata dove mai pensavo di arrivare, lontano, ma non
    abbastanza per riuscire a vederti. Non lasciarmi. Stringimi la mano ancora. E' sempre più difficile stare al mio fianco,
    delle volte non c'è posto per due, delle volte ho voglia di rinnegarti. Ma tu mi hai completamente invasa e non riesco
    a renderti colpevole delle mie rinunce, dei miei terrori, delle mie disillusioni. Se solo non lasciassi la mia mano...O
    se solo la prendessi davvero. La mia è una Lost Highway. Lo so già. Ma per quanto io provi ad abbandonarti
    nell'universo fittizio e simulacrale delle tue opere, godendo distaccata...Non ne sono capace. Eri con me, sei con
    me. Sarai con me?
    Sei tu che hai dato quel tanto ricercato Senso.
    Se la tua è magia svelami il trucco. Voglio esserne portatrice
    Lo sai che penso? Che riprenderò la ricerca e che disperata tenterò di allontanarmi dalla deiezione, dalla negazione
    del mio essere, dalla morte come unico segno di affermazione...Perchè ho sbagliato a credere di poterti amare.
    Verrà il tuo Cowboy anche nella mia stanza e sulla soglia della porta mi dirà: 'Ehy pretty girl, time to wake up'. E
    allora aprirò gli occhi e, stanca del sonno, capirò finalmente che anche io avevo creato il mio universo onirico
    consolatore. Ma stavolta ne facevi parte tu. Qualcosa mi sveglierà con rabbia: l'ossessione che avrò di te perchè mi avrai
    negata.
    Non voglio essere la tua Diane. Non voglio!
    Fammi vivere.
    Per te.
    Altrimenti quello che pensavi fosse solo un parto della tua  men
    te, quella che pensavi fosse semplicemente finzione
    filmica, quello che hai realizzato come epilogo di Mulholland Drive...Sarà il mio epilogo. E tu sarai stato la fonte
    della mia speranza e la fine dei miei deliri.
    A te David, la costruzione di una vita. La mia.

     

    Apaga la luz

    Primo maggio.

    Immagino il casino in piazza San Giovanni… Meglio starsene sul divano a scrivere una pagina del blog, aspettando che arrivino le 4 per riprendere a studiare.

    Che silenzio da ste parti. Giornata splendida. Ragazzi  che si ubriacano, che cantano, si dimenano… E poi io.

    Ho sempre adorato starmene in disparte vedendo gli altri fare ciò che io non avevo alcuna voglia di fare. Starmene tra Me e Me, mentre il resto della gente si diverte, fa baldoria, si sballa. Tra Me e Me in quei momenti è quanto di più profondo esista. Profondo e rivelatore. Io e ciò che non è me. Separati, ma insieme.  Spesso guardo con compassione, altre volte con disgusto, altre volte con indifferenza e altre volte ancora… con invidia. Perché è facile non essere me.

     Perché non ce n’è neanche uno che  pensa a ciò che sto pensando io?

    Perché in quelle occasioni tutti sono allegri e io no?

    Perché tutti ridono e io no?

    A nessuno piace ritrovarsi solo nella folla, triste tra le risa, sordo tra i rumori, al buio tra le luci?A nessuno? A me si. E quanto mi piace!  

    L’estate è alle porte. Vedrò cosa mi riserverà.

    Non sarà troppo tardi per vivere??

    I’ll be there as soon as I can… 

    Aspetto che si veda la mia luce quando tutti i riflettori saranno spenti .

    E qualcuno ne sarà accecato.  

    (Non strapparmi ora ciò a cui mi aggrappo,  l’ unico vero motivo per cui tutto è ancora stranamente incantevole . E’ presto,Dio. )