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I can't get no parapà satisfaction parapàChe palle l'ansia costante di cercare qualcosa che finalmente riesca ad appagare questo stato di perenne insoddisfazione! Mi esaurisce! Il programma 'TUTTI PAZZI PER ME-CURA IL TUO ASPETTO, CHI LO DICE CHE L'AMORE E' CIECO?' si fa sempre più duro: tra un po' vado in palestra e mi alleno, poi torno, mangio, doccia, riposo e poi di nuovo palestra e poi domani vado a correre e dopodomani di nuovo palestra e poi dieta e poi vestiti da comprare, collane, bracciali, scarpe, fermagli per i capelli, vado a mare, mi abbronzo, passo i pomeriggi dall'estetista, decidiamo dove andare, faccio i digiuni, mi cibo di briciole...Quanto vorrei che arrivasse immediatemente l'inverno!!! E lo so lo so, sono pazza (eccome se non lo sono!) ma non me ne vogliate se nonostante i divertimenti folli, la leggerezza, lo spasso, gli amori facili e gli orologi fermi... io l'estate la detesto! E' come se durante questi giorni non smettessi un attimo di cercare-senza risultato alcuno-qualcosa che non c'è e che a tutti i costi voglio che ci sia. "Dov'è? Uh uh uh uh uh dov'è? Fin là? Dov'è? Uh uh uh uh uh dov'è? Questa felicità, dov'è??" E che cosa pretendo io, che nell'assurda e indomabile frenesia generale che dilaga in questa stagione, possa finalmente scoprire l'arcano? Forse a qualcuno succede, anzi, penso che succeda a molti, ma non a me (ci risiamo, il solito vittimismo idiota!). Penso che sia difficile che il tesoro, la cui ricerca costituisce uno degli scopi primari della mia vita, riesca a trovarlo proprio ora. Il caldo fa perdere i sensi, elimina le coordinate, destabilizza gli equilibri, sballa le menti, crea voragini, rende frivoli. E in tutto questo sono inclusa anche io, eh! Mica mi dissocio! Semplicemente vorrei che non fosse così. Salire sulla torre d'avorio e starmene lì senza che nessuno mi veda e mi disturbi, a guardare il mondo effimero dall'alto, magari ridendo delle inutili e continue traversie degli uomini, dei loro sciocchi problemi, dei loro facili dispiaceri e di là, godermi lo spettacolo con la tranquillità più asssoluta senza esservi coinvolta come invece accade. Ecco si, una specie di Adriano Meis; voglio liberarmi dalla 'trappola' che mi tiene avvinghiata alle sue sbarre, legata ai suoi muri. Non c'è verso, non riesco ad aprire la gabbia e non so se le chiavi che possiedo sono quelle giuste nè mi va di provare a vedere. Pigrizia, accidia, voglia di omologarsi, odio verso questa tendenza, ricerca spasmodica delle risorse a cui oggi tutti gli altri miei coetanei aspirano, delusione per il podio diviso, rabbia per non averlo ottenuto affatto. Ma perchè tutto questo? Non riesco neanche a rinunciarci, tanto poi, lo so, lo disse Adriano, lo visse Adriano, quella trappola ti riacchiappa e se non hai calcolato bene i tuoi movimenti, ne potresti rimanere fuori col rischio di non entrarci mai più e col logorante rimorso di averla respinta un giorno lontano.
Eppure basterebbe sollevarsi di qualche centimetro per accorgersi di quanto sia infinitamente piccolo il mondo e infinitamente stupidi i nostri opprimenti affanni. Comments (2)
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