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BONJOUR! buongiorno mondo infame! cosa hai intenzione di regalarmi quest'oggi? no, perchè mi premeva avvertirti che io sono pronta a ricevere ogni tuo dono. lo accoglierò a braccia aperte e con le lacrime agli occhi (sulle braccia aperte non ti assicuro nulla, ma sulle lacrime puoi stare ben certo che le vedrai). Che fai oggi? mi fai litigare con qualche persona importante per me? chessò con Renata o con Paola o con Co? vai a riesumare chitusai dal delicato dimenticatoio perchè mi schernisca un po', ridendo di gusto? di più??? vuoi darmi di più??? non lo so, che cazzo mi vuoi dare? mi fai morire mamma o papà? o la sorella? fai morire me? andiamo, tentami. mettimi alla prova se è questo che ti fa godere. pensi che stia ad aspettare altro da te? pensi che sia stato facile fin'ora rimboccarsi le maniche che mi hai strappato? pensi che nei sogni non venisse fuori la mia rabbia, il mio desiderio di vendetta, la mia voglia di fare male, di uccidere, di liberarmi? pensi che adesso non mi senta violenta e sadica? che mi sono appena alzata e sono già stanca per aver vissuto solo mezz'ora di quest'altra solita giornata di merda? pensi che abbia intenzione di sentirmi dire ancora e ancora E ANCORA che tutto ciò accade perchè lo voglio io?! pensi che non l'abbia pensato?! che non ci abbia creduto?! che non mi sia sforzata come una bestia nel dare alla mia esistenza un altro segno?! nel renderla il risultato dei miei pensieri?! nel crearmi immagini 'vivide e colorate', ottimiste ed allegre?! pensi che l'abbia fatto senza alcuna difficoltà per caso?! non ho inghiottito veleno secondo te? sacrificato l'indole? nascosto lacrime? affogato singhiozzi? steso un' indifferenza forzata, che mi imponevo per non cadere nello sconforto, per non sentirmi debole, per non apparire tale, per credermi invincibile, per farlo credere agli altri, senza un cuore, fredda. perchè è così che mi vuoi tu. è così che desideri che gli uomini siano. credevo di aver imparato a giocare, a comandare rigidamente il flusso dei pensieri, delle emozioni, delle lagne, dei nervi. e adesso, difronte alla tua potenza, cedo. cedo completamente sfinita a 22 anni. fanculo a chi continua ad infondermi speranza, a chi crede che si abbia sempre la forza per sorreggere il tuo peso molle, a chi mi ha ferito, a chi mi ha sottovalutata e a chi mi ha sopravvalutata, agli sforzi immani, alla resistenza squallida dei sogni, alla carica che ogni mattina assumevo in pasticche, ai libri, le nozioni, gli intellettuali del cazzo, gli esami, i professori che ti danno del lei e ti chiamano per numero, all'ansia quotidiana, al tempo sempre in difetto, alla musica, il lago di bracciano, la sapienza, le ambizioni, la frenesia, le temperature alte di questa estate infernale, all'amore tra la gente, tra fidanzati e amanti, tra uomini che lo tacciono per paura e quelli che lo gridano spudorati, alla pigrizia e alla vitalità, al mio letto grande comodo e caldo che non sopporto più, al mio viso stanco, ai miei occhi tristi, gonfi e disegnati dal rimmel, alle moto da corsa, il brivido dei 200 chilometri orari, ai baci dolci e meschini, alle parole piene di bugie, alle nottate trascorse in macchina a credere all'amore, ai tragitti in autobus, ai miei bei vestiti, le mie collane, i miei trucchi, i miei capelli sempre in ordine, a roma, città eterna di merda, covo di speranze pugnalate e rancori oppressi, infame traditrice, al colosseo e il giardino degli aranci, a piazza di spagna vista dal campanile, al gianicolo, i balconi barocchi, le case degli avvocati, all'alba su san pietro, al sesso respinto, la mia dignità fatta a pezzi, ai compleanni, al mio soprattutto, alla vecchiaia che avanza e incombe in un posto che ti vuole sempre giovane, al cinema, il teatro, la fotografia, la mia bellezza finta e passeggera, alle lusinghe e agli insulti, al telefono che ha smesso di squillare, ad un'amicizia che si trascina subdola e feroce, al mio cuore che non smette un attimo di sanguinare. fanculo a te, mondo infame! fanculo a te... per avermi voluta coi piedi sulla tua testa, per avermi spinto a ballare questa danza grottesca. fanculo a te per avermi imposto di splendere di luce propria, di brillare di giorno, di infondere calore, nonostante tu sappia che non sono una stella. non ora. non qui. io non sono una stella Corsi e ricorsi (Eggià... ma non arrivai) Debole contro la forza di tutto il resto. Sento la potenza solo con le mie parole, con qualcosa da scrivere, una musica che mi fa venire fuori quello che mi dà una ragione vera per esistere. In preda al panico delle decisioni, della mia odiosa lentezza in un mondo frenetico e veloce che non mi aspetta. Il bisogno di dimostrare, ostentare, credere, far credere...mi riduce ad essere piccola e goffa, insignificante, indifesa. La gioia che dà la vittoria dopo la fatica è imparagonabile, ma mi sento esausta. SI, di barattare continuamente la mia salute fisica e mentale per il riconoscimento e il gaudio finali. Perchè tutto viaggia così rapido e senza pietà? Perchè?! Mi detesto, mi detesto, mi detesto, allo stesso modo in cui sono arrivata ad amarmi. Allo stesso modo se non di più. E più cammino, più si allunga la strada. Che idiota. Sempre gli stessi errori e le stesse paure, la stessa svogliatezza, la stanchezza, il desiderio di fare altro. Tranne quello che sto facendo. Non sono perfetta, nevvero? Non lo sono? Chi pensa che io lo sia alzi la mano. Cosa? Tu, proprio tu non la alzi? Credevo fossi la prima a farlo. Mi sarei aspettata la tua mano in aria, l'unica del resto :D Neanche la tua allora...E come mai? Credi di non esserlo? Avevi le manie di onnipotenza...Ecco in cosa sfociano. In panico, delirio, debolezza, fragilità estrema. E non guardarmi con quegli occhi pietosi, sai? Pietosi e lucidi! Non mi fai nessuna pena. Lo so che stai soffrendo adesso, che ti senti uno schifo, che senti il peso della sconfitta, che non ti piace essere l'artefice del tuo squallido destino. Ti sto guardando. Non posso smettere di farlo. E ti ripudio. Sei piegata in due come una creatura misera e oscena. Aspetti che venga da te e ti dia conforto? Aspetti che ti perdoni? Che ti assolva? Che ancora una volta possa accettare il fallimento dell'abbandono? Ti è piaciuto mettermi da parte, sopprimermi, relegarmi ai margini del tuo sentire...Ti è piaciuto. Ora non pretendere nulla. Non meriti nulla. Non credere di esserti tolta un macigno. Lo sai che la tua è solo un'illusione?! E quanto ti costerà... La vita è cara. E nonostante tu l'abbia sempre saputo, nonostante negli ultimi tre anni te ne sia stata data una sempre maggiore dimostrazione, continui a credere di potertela permettere. Vigliacca! Coniglio! Alzati! E smettila di piangere. Stavolta non ti è stata inflitta nessuna tortura. La colpa è la tua. Fottiti. Ti supplico, rendimi la tua clemenza, per l'ultima volta. Mi sento la piu falsa tra i peccatori. Mi sento Giuda con Cristo, mi sento sulla croce accanto a chi è sempre nel giusto, a implorare il perdono. Non solo il tuo però. Ma il tuo è il più importante perchè se non me lo concedi tu, difficilmente quello degli altri potrà alleviare il mio dolore. Lo so, è l'ennesimo squascio. Forse l'errore è stata la troppa comprensione, la continua e implacabile dedizione, l'amore incondizionato. E in che modo viene ripagato tutto ciò? Perdonami, perdonami, perdonami, perdonami. Sulla croce ci sono salita e stavolta mi hanno legato le braccia e i piedi, sono costretta. Perchè taci ora? Dì qualcosa...Ho tanta paura. Ho bisogno del tuo affetto, di una promessa. Ti prego.Mi sento così sola. Se non ci sei tu non posso continuare. Lo sai questo, non servirtene per bastonarmi. La morte mi ha già allungato la sua mano. Se tu solo riuscissi a perdonarmi, io forse cambierei. Non riesco a giurartelo, stavolta ti ho troppo deluso e ho il terrore di farlo ancora. ESISTI SOLO TU. Fuori dal tuo abbraccio, il vuoto totale, gelido, che ha l'odore della fine. Solo con te riesco ad essere una. Va bene. Non dire una sola parola. Torna dentro. Smettila di punirmi. Avrò cura di te. Non giudicarmi più. Non puoi negarti dopo tutto ciò che mi hai fatto costruire. Manu, abbracciami. Ti riscrivo David Ciao David, stanotte avevo proprio voglia di scriverti due righe. Anzi stamattina. Ho visto un film che non avrei mai pensato potesse essere tuo: semplice, lineare, intenso, si, ma non nel modo tragico che sei solito utlizzare. E ne sono rimasta stupita, folgorata. Seppur con l'essenzialità delle tecniche e degli spunti narrativi, Tu, sei sempre capace di capolavori imparagonabili. A volte non capisco come mai mi piacciano certe cose assurde, ma poi vedo che sono le stesse che lusingano anche te, e allora mi sento appagata e con una speranza che in altri momenti dimentico di avere. Ora vorrei potermi rotolare all'infinito in uno di quei campi di grano sterminati che con una lenta e suggestiva carrellata più volte hai fissato su quella pellicola. Rotolarmi all'infinito, con gli occhi chiusi, senza sapere dove finirò. Perchè quel terreno aveva i suoi confini al di là dei bordi immaginari e limitativi di una banale inquadratura. Voglio sentire l'odore di quel grano dorato e cresciuto, che si dispone ordinato per ettari ed ettari disegnando una geometria talmente perfetta che pare addirittura inimmaginabile poter credere che sia stata definita così minuziosamente dalla natura. Ma ora fondamentalmente vorrei nascondere la testa tra quelle spighe mature senza avere mai la tentazione di girarla e salvarmi dalla cecità che mi sono imposta. Ci sono persone che ancora 'non sanno distinguere il grano dalla crusca' nonostante più volte le loro mani abbiano toccato sia l'uno che l'altra. Non lo sanno fare e la loro totale inesperienza porta inevitabilmente alla confusione e alla mescolanza errata di elementi incompatibili. Io invece so qual è il grano e quale la crusca. Non mi vanto di una tale dimestichezza perchè secondo me dovrebbe essere insita nell'uomo 'di terra' la capacità di distinguere le due cose. Invece non lo è. E la delusione piu forte sta proprio nella presa coscienza di una totale ignoranza a riguardo. Ed è un'ignoranza che investe più parti. E' mancanza di conoscenza, di sensibilità, di senno, di logica, di rispetto anche. Non si possono mischiare il grano e la crusca; e io David, lo so. Credimi. Non volevo mischiarli, sbagliare, pentirmi. Ma l'ho fatto. E mi ripeto continuamente che non è accaduto, che è solo un'illusione maligna che si insidia, che ora, come sempre, mio adorato, ora, passerà tutto e ancora una volta avrò inghiottito e dimenticato, vissuto e ammazzato. In pochi istanti. Ci sono persone che ancora non sanno distinguere il grano dalla crusca e sono stanca di dover subire le terribili conseguenze del loro vile e meschino lavoro. Per fortuna però la mia opera è fine e sapiente e gli e(o?)rrori altrui riesco ad appiattirli. Quanto basta per farli diventare invisibili. E non nuocere. This is the secret, David, in MY hands. Goodnight my lover, I love you so much. Adieu, mon amieE allora mi hai salutata. Con quegli occhi che un giorno credevo dolci e quelle labbra sottili e impacciate, con quella
bocca che tante volte mi ha confessato il tuo affetto, con la mano che ho stretto nei momenti più duri e che ho
portato al viso in quelli piu felici. Cosa significa vedere un tuo sorriso dopo che per anni è stato anche il mio ma
che ormai oggi è solo per te? Cosa significa guardarti per la prima volta dopo che ci siamo rifiutate e sentire il cuore
che mi sobbalza nel petto come fosse stato appena svegliato da un torpore forzato e dimenticato? Ho avuto solo il
tempo di muovere la mia mano prima a destra, poi a sinistra un paio di volte. Piano. E vedere tutto ciò che ti ho
descritto prima. Vedere in quella macchina, in una frazione di secondo, su una strada trafficata, nel mio adorato
paese (che ora è diventato anche il tuo per acquisizione) un pezzo della mia identità vecchia e superata, della mia
storia più triste e più bella, del mio amore morboso e incondizionato. Ucciso.
Come ti stanno male quei tacchi alti e quel vestito di raso nero. Sei ridicola. Sei triste. Sei lontana. Sei semplicemente un'altra persona. Di certo non quella che si scandalizzava per le mie gonne troppo corte; non quella
a cui facevo il trucco perfetto prima di uscire perchè a lei tremava la mano mente si metteva la matita; non quella
con cui mangiavo la pizza sul letto la notte di Ferragosto; non quella delle risate interminabili al telefono; dei giri in
macchina a cantare a squarciagola; dei concerti di Ligabue che guardavamo abbracciate con le lacrime agli occhi e
senza più un filo di voce; dei cornetti alla Fenice dopo i pranzi dietetici; dei pomeriggi trascorsi a tentare di studiare
storia e filosofia; della pelle d'oca e l'ansia incalzante per gli esami di maturità; della sera che dovetti salutarlo, la
stessa sera che a te era accaduta una delle cose piu belle che potesse accederti, la stessa sera che mi stringesti
forte nelle scale dopo aver chiuso la porta perchè singhiozzavo come una bambina e ti vidi piangere per me, con me,
quando invece avresti dovuto ridere e gioire per ciò che ti era successo; del sostegno che non è mai mancato,
sempre e comunque, per anni, in qualsiasi situazione; delle battute in dialetto; delle prese in giro continue a chi era
diverso da noi, dal nostro microcosmo caldo ed eccessivamente comodo, quello che poi ti ha stancato di me e
staccato da me; delle giornate in giro per negozi che finivano sempre con un gelato o un panzerotto o chili di sensi
di colpa; delle promesse troppo grandi. La promessa troppo grande era una; me l'hai fatta sul ponte di pietra in un
pomeriggio di quella maledetta estate. Non so se dare la colpa a te, ad un uomo, a due, a me o a Dio, se tutto è
stato schifosamente distrutto. Magari c'è una compartecipazione. Ma sai cosa?? Voglio gettare tutto addosso a te.
Sei stata tu ad abbandonarmi nel microcosmo, in quel momento di disperazione totale di cui, chiaramente, eri a
conoscenza, mollando la presa lentamente, come nelle più atroci torture, mentre invano ti inseguivo e cercavo di
riprenderti la mano, di mettere la mia nella tua, come era sempre stato, alla ricerca di quell'assurda protezione di cui non potevo
fare a meno. E invece no. Potevo farne a meno e così è stato. E' andata. E' finita. Ma dal
microcosmo ci sono uscita anche io, sai? Ormai da tempo. Col cazzo che mi lasciavi sola lì dentro sopraffatta dai
miei dolori, con il capo tra le ginocchia. Testa alta, fin troppo, orgloglio, fierezza, senso di superiorità, desiderio di
conquistare l'inarrivabile. A questo mi ha portato l'averti persa.
E allora perchè adesso che sto ascoltando Ligabue piango, mentre riporto su questa pagina di Word qualche traccia nostalgica delle nostre vite? Che cos'era quell'emozione improvvisa quando mi hai salutato dopo così tanto
tempo? Semplice... Ti ho voluto bene. E te ne ho voluto tanto. Però non sono più quella Manu che conoscevi tu.
Allora tutto ciò che è successo ieri, in quel lembo di strada, in quell'attimo eterno della mattina di Natale, io lo
prendo, con tanta dolcezza, e lo rinchiudo. Inutile lasciarlo vagare per la mente, per il cuore in cerca di una
'sistemazione', di una spiegazione, di un motivo, di una ragione, di un seguito. E' accaduto. Sono stata felice. Ma
ora basta. E' stato solo lì e in quel momento. E sono crollati tutti i rancori. Non posso pretendere altro da me e te,
due mondi troppo distanti, diversi e non più compatibili, due vite agli antipodi, due storie imparagonabili. Sarebbe
stupido se adesso cercassi di ricucire lo squarcio, se ti volessi parlare, toccare, stringere. E' stato già fatto tutto il
fattibile ieri. E il fattibile era un sorriso, era la pace. E la pace mia e tua non comporta che le nostre mani si scaldino
ancora l'una nell'altra. La pace mia e tua è il silenzio dello sguardo che ci siamo scambiate, dei ricordi che mai
rimuoveremo, di un'età in cui abbiamo mischiato "la pelle le anime e le ossa ed adesso che tutto è finito, ognuno ha
ripreso le sue". La pace è arrivata. II giorno di Natale. Ora posso dirti davvero Addio. Senza più risentimento nè
voglia di vendetta. Sono sicura che anche tu, oggi, potrai conservare solo il meglio di ciò che siamo state. Un
giorno mi dirai "com'è andata, com'è stato il viaggio di una vita senza me; io spero solo tutto bene, tutto come
progettavamo noi da piccole... Stai bene lì con te, stai bene lì con...te!"
Il cerchio si è chiuso, amica mia. Nei tuoi occhi rivolti verso i miei ieri, ho finalmente trovato un senso. E il senso mio e tuo è solo la consapevolezza di una fine, che viene dolce e serena come la morte dopo una straziante agonia. Ti ho amata. Hai mai sognato di fare l'amore con una poesia?Una mostra, il cinema, immersi nella storia sullo schermo e nella luce del proiettore, una passeggiata per qualche stradina poco illuminata, nessuna fatica per apparire brillante. E poi senza troppe storie, a casa; la radio e qualche battuta. Mettersi a letto e capire che solo così può andare, che hai aspettato tanto e aspetterai ancora, che non è mai troppo il tempo che lasci scorrere per la piena realizzazione di ciò che hai a lungo agognato. Ecco tutto.
Poter solo condividere.
Hai mai sognato di fare l'amore con una poesia?
Di leggere versi, ricordare canzoni, immaginarti nei film; essere il flm. Non sentirti un automa spietato in questo mondo che ha fretta di dominare. Eremiti in città, uomini che non possono perdere il contatto col reale ma che in due, non lo sfiorano nemmeno e lo temono, lo odiano, lo rigettano. Insieme per l'arte e con l'arte; scopo evasivo, riparo felice per le menti stanche e sognanti, per gli occhi sempre sgranati, per i cuori impauriti e guerrieri.
Hai mai sognato di fare l'amore con una poesia?
E trovare che fosse straordinario...Alimentarsi di parole e di scene, di frasi e di musiche, di tramonti, visi, monumenti, tele, di corpi nudi e fabbriche abbandonate.
Seni, labbra, pance, gambe, spalle...che emergono dal più terrificante buio e si stagliano indefiniti e misteriosi sulla pellicola fotografica. Tutto non poco imperfetto, tutto non poco irrele ed inquietante, non poco incredibile ed avvolgente. "Cos'è quello?- E' un uomo- Un ginocchio- Un ombelico- Un corpo di donna- Un sfacelo" .
Poterne parlare.
Tubi arrugginiti, muri cadenti, bulloni svitati che cantano il silenzo, la ballata di una solitudine ignorata prima.
[Non ti ha ricordato il nonno? Si il nonno e la sua officina, il lavoro caparbio e le mani aggrenzite sugli oggetti consunti. La 'rimessa', la calce sul pavimento impolverato, l'enorme bilancia, il cunicolo scuro e sporco, il mangime per i cani. Il trattore cusodito e immobile, gli enormi macchinari verdi, il piccolo accesso al frantoio. L'infanzia. Che cosa è rimasto di tutto ciò? Dov'è? Morto. Con lui. Con la malinconica spensieratezza.]
Poter raccontare tutto ciò e non provare alcuna vergogna.
Essere capita e abbracciata. Emozionare, essere emozionata.
Avvìnghiati e non lasciarlo andare, per non ricadere nell'inferno quotidiano, con la solita gente, la strafottenza e le guerre personali.
Invece no. Non può esistere. Siamo così ristretti, tormentati, in continuo cambiamento, menefreghisti, infelici, perennemente scontenti, indaffarati. Non può esistere. Ma inseguilo ugualmente. Anche se forse è inutile. Inutile come tutto quello che fai e che credi di poter fare.
Hai mai sognato di fare l'amore con una poesia?
E arrivare a piangere facendolo, per l'estasi totale in cui ti porta.
Appoggiare un piede sul Parnaso e l'altro sul tuo letto, ma non sentire nessuna differenza: semplicemente questo è ciò che gli altri chiamano Amore. Nothing to sayEccomi qui...era ora. Finiti gli esami, finite le turbolenze. A Roma. Solita cosa. Sola, sul letto, in un triste pomeriggio di domenica e un milione di cose da dire. Era davvero da tanto, troppo tempo che volevo scrivere sul blog. Nei miei documenti ho salvato almeno una decina di incipit… Non sono riuscita mai a concludere niente. Non so perché. Non che non avessi voglia. Solo che i miei pensieri erano contaminati dalla paura per gli esami e sapevo bene che qualsiasi cosa avessi scritto sarebbe stata solo il frutto del mio stupido terrore ‘universitario’. Ora invece sono libera, anche se solo per poco. Non vedevo l’ora di prendermi cura di me e fare una delle cose che più adoro: ascoltarmi, riuscire a sentire anche la voce più lontana che con forza mi urla qualcosa, e il sottile bisbiglio di un sussurro interiore, e ciò che più facilmente è udibile dal mio cuore. Solo che le parole non mi escono facilmente e le dita su questa tastiera non scorrono come vorrei. Forse perché fa freddo nella mia camera o perché la musica di Ennio Morricone è troppo per le mie insulse riflessioni sull’esistenza, la vita, il mondo, l’amore… Passo oltre. Vorrei focalizzarmi su qualcosa di preciso. Volta per volta. Vorrei parlare dell’addio ai miei amici che sono partiti per l’università, dell’estate meravigliosa che abbiamo trascorso, di Paola, delle conoscenze al Nafoura, di quanto sia difficile studiare e non mollare, dei miei nuovi buoni propositi nella capitale…E invece niente. Niente. Sono qui da martedì sera. Mercoledì esame, 30 E LODE , giovedì pulizie generali, venerdì dolce visita protrattasi fino al sabato… Da ieri pomeriggio è iniziata la parabola discendente. Mi sono domandata: perché la fase ascendente della parabola ha una durata nettamente inferiore rispetto a quella discendente? Cioè, voglio dire, non c’è proprio paragone! E vabbè. Accontentiamoci della brevità. Perché non mi dai la mano?
Anche stavolta nulla con cui concludere. Nulla da argomentare. Non capisco! E’ la mia mente che è vuota o io sono completamente impazzita?! Da quando mi risulta così difficile scrivere? Spero solo sia una cosa passeggera. Nel frattempo aspetto che arrivi domani e insieme al nuovo giorno, anche l’ispirazione… Buonanotte I can't get no parapà satisfaction parapàChe palle l'ansia costante di cercare qualcosa che finalmente riesca ad appagare questo stato di perenne insoddisfazione! Mi esaurisce! Il programma 'TUTTI PAZZI PER ME-CURA IL TUO ASPETTO, CHI LO DICE CHE L'AMORE E' CIECO?' si fa sempre più duro: tra un po' vado in palestra e mi alleno, poi torno, mangio, doccia, riposo e poi di nuovo palestra e poi domani vado a correre e dopodomani di nuovo palestra e poi dieta e poi vestiti da comprare, collane, bracciali, scarpe, fermagli per i capelli, vado a mare, mi abbronzo, passo i pomeriggi dall'estetista, decidiamo dove andare, faccio i digiuni, mi cibo di briciole...Quanto vorrei che arrivasse immediatemente l'inverno!!! E lo so lo so, sono pazza (eccome se non lo sono!) ma non me ne vogliate se nonostante i divertimenti folli, la leggerezza, lo spasso, gli amori facili e gli orologi fermi... io l'estate la detesto! E' come se durante questi giorni non smettessi un attimo di cercare-senza risultato alcuno-qualcosa che non c'è e che a tutti i costi voglio che ci sia. "Dov'è? Uh uh uh uh uh dov'è? Fin là? Dov'è? Uh uh uh uh uh dov'è? Questa felicità, dov'è??" E che cosa pretendo io, che nell'assurda e indomabile frenesia generale che dilaga in questa stagione, possa finalmente scoprire l'arcano? Forse a qualcuno succede, anzi, penso che succeda a molti, ma non a me (ci risiamo, il solito vittimismo idiota!). Penso che sia difficile che il tesoro, la cui ricerca costituisce uno degli scopi primari della mia vita, riesca a trovarlo proprio ora. Il caldo fa perdere i sensi, elimina le coordinate, destabilizza gli equilibri, sballa le menti, crea voragini, rende frivoli. E in tutto questo sono inclusa anche io, eh! Mica mi dissocio! Semplicemente vorrei che non fosse così. Salire sulla torre d'avorio e starmene lì senza che nessuno mi veda e mi disturbi, a guardare il mondo effimero dall'alto, magari ridendo delle inutili e continue traversie degli uomini, dei loro sciocchi problemi, dei loro facili dispiaceri e di là, godermi lo spettacolo con la tranquillità più asssoluta senza esservi coinvolta come invece accade. Ecco si, una specie di Adriano Meis; voglio liberarmi dalla 'trappola' che mi tiene avvinghiata alle sue sbarre, legata ai suoi muri. Non c'è verso, non riesco ad aprire la gabbia e non so se le chiavi che possiedo sono quelle giuste nè mi va di provare a vedere. Pigrizia, accidia, voglia di omologarsi, odio verso questa tendenza, ricerca spasmodica delle risorse a cui oggi tutti gli altri miei coetanei aspirano, delusione per il podio diviso, rabbia per non averlo ottenuto affatto. Ma perchè tutto questo? Non riesco neanche a rinunciarci, tanto poi, lo so, lo disse Adriano, lo visse Adriano, quella trappola ti riacchiappa e se non hai calcolato bene i tuoi movimenti, ne potresti rimanere fuori col rischio di non entrarci mai più e col logorante rimorso di averla respinta un giorno lontano.
Eppure basterebbe sollevarsi di qualche centimetro per accorgersi di quanto sia infinitamente piccolo il mondo e infinitamente stupidi i nostri opprimenti affanni. Per una mia accanita lettrice. Per te Franci.Ciao Franci,
ecco che scrivo sul blog. Un po' pensando a te, un po' perchè vista la situazione è inevitabile, un po' perchè forse mi restano solo la nostalgia, le mie mani che si muovono all'impazzata su questa tastiera e le lettere, le parole, le frasi che rimangono impresse su queste pagine perchè unico frutto dolce e maturo che la mia mente e la mia vita riescono a
produrre.
Parlando con te mi sono resa conto di tante cose, una fra tutte che non sono la sola a maledire la calda stagione e tutto ciò che di essa fa parte! E di questo ne sono felice! Ma ho capito altro ancora... Ho capito che hai solo 16 anni e che provi esattamente quello che provavo io alla tua età e che provo io adesso. Non mi va di dirti che le cose potranno cambiare, che basta solo aspettare, che non devi perdere le speranze, che prima o poi...ARRIVA. Fra, io non credo a questi luoghi comuni, a queste frasi dette, ridette, stradette e
straripetute fino alla nausea da gente che...che non sa, che non ha provato sulla sua pelle, che non ha la tua stessa sensibilità, che non conosce bene il mondo e le sue dinamiche. Io mi
sento ancora ripetere queste idiozie e la rabbia che si scatena dentro quando mi si dice qualche scontata frase consolatoria che giunge dall'alto della mediocrità altrui, non riesco a
contenerla.
Da qualche parte in questo blog ho scritto che la cosa migliore che mi sia mai capitata sono io. E' vero Frà. Tradita dagli amici più cari, delusa dagli amori, abbandonata, lasciata, derisa... Gli altri mi hanno fatto questo. Io per me ho fatto altro. Molto di più, molto più importante. E i risultati parlano chiaro, ne vado più che fiera. Mi sono costruita un'identità, una personalità, un universo intoccabile. Punto
tutto su me stessa con la speranza di non crollare. Ogni tanto ho il timore che ciò possa accadere perchè più passa il tempo, più faccio pressione, aumento il carico, spingo...Su tutto
il resto posso contare sempre meno, su me sempre di più, ma la corda si spezzerà mai? Non sono invicibile come pensavo. Ho dato qualche segno di cedimento in questi ultimi
giorni e questo mi destabilizza. A me 'uno sguardo provoca ancora turbamenti', un sorriso non corrisposto, un silenzio inopportuno, una parola mancata, un saluto forzato.
Pensavo non fosse così e invece... Invece eccomi quia scrivere cose che non mi aspettavo di scrivere ora, visto che il mio rientro a casa l'avevo atteso con tanta gioia e tanta energia
positiva. Passerà. Ormai non permetto più che qualcuno o qualcosa si prenda 'il mio spazio, il mio tempo, il mio meglio'; un pomeriggio, quello di ieri, penso sia stato più che
sufficiente. Perchè ora risulta così ardua l'impresa di non soffrire? C'è qualcosa che frena la mia vitalità, abbatte le mie difese, si prende gioco della forza che ogni singolo giorno
esercito su me stessa per non soccombere, per affermare che tutto ciò 'infondo mi va bene', per dire in giro che è facile, per mostrare i bei denti alla gente, per essere sempre a
mille con qualunque persona in qualunqu posto io mi trovi. Sai, una sera un ragazzo mi invitò a cena da lui, a Roma. Tutto perfetto, tranne lui. Mi disse che
leggeva sempre il mio blog (infatti conosceva bene alcuni argomenti trattati), che gli piaceva quello che scrivevo, che condivideva alcune mie idee sulla moda. In un secondo
momento, giusto per farmi un po' di male e far emergere quel pizzico di perfidia che lo distingueva, mi disse: "Però Manu, leggendo quelle cose sul blog, mi sono accorto che sei
proprio....Mmm...Come dire...CUPA! E dico così solo perchè non voglio usare alti termini dispregiativi!". Ovviamente io non potei che ridere di gusto! Che ne può sapere uno come
lui e come tanti altri, di quello che la mente e l'anima e il cuore di una persona possono arrivare a compiere quando vogliono fondersi ma il contatto provoca attrito e rottura? Che
ne può sapere uno come lui e come tanti altri, dei graffi sullo stomaco, della totale inefficenza degli arti, del calore e del freddo che divampano sulla pelle,
difronte alla semplicità di un cielo ricoperto da milioni di stelle, di un tramonto sul mare, di un bacio, di una carezza, di un rumore che non ascolti più, della musica di una chitarra,
di Roma vista dal finestrino dell'autobus, della luna tra i fili del tram...e quante altre cose ancora la gente come lui non capisce. Non sono cupa. Il mio spirito è così, ma è così quando
sono sola con me stessa, quando chiudo la porta e mi infilo nel letto con i miei pensieri, quando ascolto qualche canzone nella mia stanza, quando sono di ritorno a casa e vedo la
strada di fronte a me sfuggirmi sotto i piedi. E mi piace questo; mi piace tremendamente perchè quelli sono i momenti in cui riesco ad intessere un legame profondo con gli abissi
del mio Essere. Ma fuori da quella stanza, da quel letto, senza la musica che ho scelto, io NON SONO CUPA. Ed è proprio questa mia carta che intendo giocare per diventare ciò
che sogno di diventare, ciò che con tutte le mie forze, fino alla fine, contro ogni tentativo di intralcio da parte della cattiva sorte, cercherò di diventare. Arrivati a questo punto Fra,
io non posso che dirti una cosa: non credere alle favole, a chi ti dice che è un gioco da ragazzi, a chi prende tutto con estrema leggerezza, al fatto che l'amore ti salverà dalle paure e
dai tormenti (piuttosto li alimenta), a quelli che ti chiedono di pazientare. Non intristirti se ti considerano diversa, se ti senti fuori dal branco, se ridono dei tuoi dispiaceri, se non
riesci ad omologarti, se nessuno vede la luce che irradii. E' fin troppo forte perchè gli altri non ne rimangano accecati. Io posso dire di aggrapparti all'unico appiglio che non può mai
cedere (o quasi mai): te stessa. Vivi per crearti una personalità singolare, per crescere e superare, per non sentirti mai inferiore a nessuno. Leggi le poesie, sogna con le parole dei
grandi maestri e con le musiche di grandi artisti; credi fermamente in quei sogni e spendi la tua vita in loro onore, non darti vinta finchè non li vedi realizzati perchè se questo non
dovesse accadere non sarai mai tormentata dal rimpianto di non aver fatto tentato il tutto e per tutto. Sogna cose concrete e lotta soprattutto per queste: gli studi, un lavoro, la
realizzazione, le amicizie vere. Non costruire il tuo futuro su cose incerte e poco stabili, che non dipendono al 100% da te: tu devi poter governare tutto ciò che ti circonda ed avere
su di esso la piena autorità. In soldoni Frà, non consumare le tue energie dietro l'amore per qualcuno, non compiere azioni dettate solo ed esclusivamente dal cuore, perchè
PURTROPPO bisogna essere realisti e coscienti del fatto che 'tutto scorre'-nasce cresce muore- anche l'amore ed è per questo che non puoi permetterti di gettare le basi della tua
esistenza su un rapporto di cui si spera la 'dolce evoluzione' , su un uomo che forse un giorno non esisterà più, su una casa mai costruita, su un'unione mai avvenuta. Tu non puoi, non devi, rimanere con un pungo di mosche in mano. La sola cosa che devi veramente amare è la tua Passione; se ancora non
ne hai una, cercala, scovala, tiprego, ci sarà, ne sono sicura e sarà proprio quella a farti esultare, a spingerti verso qualsiasi impresa. Non avrai paura di affrontare il mondo, la gente, i problemi, le mazzate; non avrai bisogno di aggirare gli ostacoli. Io ho il cinema e Lynch. E vivo per questo. Per fare cinema e farlo come dico io e credimi è una delle poche cose per cui sono veramente felice di vivere.
Fra, nonostante tutto, il mondo è pieno di cose belle e tu puoi essere una di queste. La strada è in salita e controvento, ma io sono sicura che una volta arrivata, l'oasi ti darà refrigerio e ti renderai conto che infondo, non è stato tutto perso, 'forse qualcosa si è salvato, forse davvero non è stato poi tutto sbagliato e forse era giusto così'...
Non aspettarti che la vita ti regali quello che cerchi, cercatelo e beffati di lei. Non dargliela vinta. C'è una sola vincitrice in questa cinica gara: sei Tu.
Buona fortuna! AD UN ANNO DALLA FINE, IO HO INIZIATO16/07/2007--->03/07/2008
Da te. Tra poco, pochissimo. Devo solo consumare la mia sadica (e stupida) vendetta e poi ti lascerò andare via, in pace. Forse per sempre. Devo solo ottenere quel riscatto che ho immaginato per tutto questo tempo, come se la distanza, i giorni, le vicende, non avessero piantato le loro radici sul passato; come se quel lembo di vita costituisse una realtà a parte, come se fosse a sè stante, aspaziale e atemporale, al di sopra del frenetico scorrere della sabbia nell'enorme clessidra. E' lì. E deve essere schiacciato. La vita è in grado di farlo. Deve solo cominciare a girare dall'altro verso. Ho bisogno che una mano sacra inverta la rotta. All I have, all I need is here, in my arms. Basta una leggera spinta... Navigo in mare aperto!
Sere d'estate, dimenticate...Per la prima volta dopo una settimana non sto soffrendo maledettamente il caldo in questa stanza. Anzi la serata è
particolarmente piacevole. Ho la finestra aperta, la luce della camera spenta e il mio pc. Mi piace guardare fuori. Ci
sono tutti gli appartamenti illuminati e se guardo più su, riesco a vedere il cielo, devo dire, particolarente suggestivo
d'estate. Sono quasi le 10.30. La gente si starà preparando per uscire, o per cenare, o per bere una bibita fresca in
qualche allegro locale sulla litoranea, con gli ombrelloni di paglia e le sedie di vimini comode e accoglienti. E
qualcuno starà ricevendo un bel bacio, qualcuno lo starà dando; quanti se lo staranno scambiando? Qualcuno
starà facendo l'amore, su qualche spiaggia vuota, dietro una vecchia barca capovolta sulla sabbia. E' tanto
deprorevole sognare quel rumore, quella luce, quei suoni, quei corpi? Mi è concesso? Il rifugio perpetuo dei miei
desideri frustrati, della quasi consapevolezza che di questa realtà non posso farci il mio nido, della rabbia per ciò
che ho aspettato ma non mi è spettato, della mia inutile e ingombrante diversità.
Un mio amico mi ha chiesto di esprimere un desiderio. Ora. Che desiderio esprimo? Il mio desiderio è sempre lo stesso. Ma ora mi accontenterei che se ne realizzasse uno più accessibile: riuscire a tornare a casa tranquilla.
senza voler scappare immediatamente; riuscire a non sentirmi soffocata dal paese, da quella gente, dalle parole di
troppo, dagli incontri sgraditi e da quel soffocante passato che a volte si abbarbica alla mia aura che cerca pian piano di espandersi e lo sento stridere con l'apparente pienezza conquistata con il sangue.
Quanto sono stanca? Quanto devo ancora cercarti? Quante musiche e danze e immagini ancora, prima che tutto ciò sia completamente finito e realizzato e... messo su una dannata pellicola?
Sempre che tutto ciò prima o poi finisca, si realizzi e venga messo su una dannata pellicola. E se così non fosse? Odierò me stessa, i miei studi, quella maledetta, inutile ed ingombrante diversità che per tutta la vita mi ha costretta a costruire qualcosa destinata a corrodersi, frantumarsi, alimentando la forza della distruzione dal mio animo crepuscolare, dai miei implacabili tormenti, del mio umore
in bilico, dalla passione sfrenata e incompresa, dalla mia instancabile ricerca d'amore destinata al continuo fallimento. Questa è la mia condanna. Continuare ad 'essere troppo seria per fare la dilettante ma non abbastanza per diventare una professionista'.
(FEDERICO FELLINI, LA DOLCE VITA) 23 Marzo 2007Così come nella vita di ogni artista si verifica nel tempo uno sviluppo che investe la forma e il contenuto delle sue opere, allo stesso modo, nel mio piccolo nucleo produttivo, ho riscontrato un vero 'processo evolutivo' che ha coinvolto non solo il mio stile, ma gli stessi pensieri, le idee, la visione del mondo, l'intensità e i tipi di sentimenti. Leggendo questa poesiola scritta più di un anno fa, mi rendo conto che tanti passi sono stati mossi da quel lontano, lontanissimo, oserei dire addirittura 'remoto' 23 Marzo 2007. E alla luce di ciò che emerge dalla righe qui sotto riportate, non posso che affermare: PER FORTUNA!!!
E con questo,in pratica, vorresti dire che ti paragoni ad un artista?!
No. Io SONO un'Artista!
(RITROVATA IN UN QUADERNO)
Com'è che ci si sente quando l'amore brucia l'anima?
L'amore per chi?
Per un sorriso e due occhi che mi fanno morire;
per due ore passate con la speranza di incontrare un tuo sguardo,
per le notti insonni tormentate dal tuo volto,
i lunghi e tristi rientri a casa.
Per le nostre facce,
i nostri rapidi incontri,
le nostre vite lievemente intecciate.
Per la frenesia della mattina;
la gioia infinita che mi dà la tua attenzione.
il tuo nome, la tua voce, il tuo silenzio.
Per il vuoto di questi momenti
trascorsi aspettando l'inarrivabile.
Per l'impazienza, la paura, l'impotenza, i freni.
Per l'ignoto che circonda la tua figura,
per il veemente desiderio di conoscerti.
L'amore brucia l'anima
per tutto quello che non so di te
e che tu non sei, non hai.
Eppure brucia. DAVID LYNCH, bungalow 17. Mulholland Drive- Los AngelesManca poco all'esame di Bertetto. Forse l'esame più importante dei tre anni. Si. Per me sicuramente. Sto studiando
delle cose assurde. Incomprensibili, astratte, contorte.
Ogni mattina mi alzo con la santissima pazienza di doverle apprendere, capire, di farle entrare nella testa! Per ore e ore su quelle nozioni. E leggo e non capisco e rileggo, rileggo, rileggo, rileggo, sottolineo, collego, ricordo...E poi ripeto
e ripeto ancora, fino all'esasperazione. Non mi deve sfuggire niente, neanche una virgola, memorizzo ogni dettaglio,
ogni nome, ogni data. Fino alla fine.
Tutto quello che faccio, lo faccio per te. Quando mi sento scoraggiata, vinta, a pezzi, quando il mio sacrificio, le mie ansie, la mia esasperazione mi stanno consumando... Mi basta pensarti e sapere che sarai fiero di me un giorno.
Perchè capirai, saprai. Vivo in funzione di un incontro, di una penetrazione nel tuo mondo oscuro e profondo, di un
abbraccio. Sono accovacciata sulle tue ginocchia, mentre le tue braccia mi reggono e i tuoi occhi guardano dritto
l'obiettivo. Questa volta ci sei tu dall'altra parte. Tu con me. Sei pronto? Io si. Non penso ad altro. Ogni giorno. Ogni
singolo giorno. Mentre cammino per andare all'università la musica accompagna i miei assurdi pensieri, le mie
visualizzazioni di una vita futura accanto a te. Essere la tua musa, la tua allieva e tu il mio sorriso, la mia salvezza,
la mia riuscita. Se la vita è un continuo oscillare tra lo scacco e la rivelazione, con te annienterei lo scacco. Potrei
dire di aver frenato l'affanno, di aver risolto l'enigma, di aver arrestato la ricerca estenuante e di essere passatà dalla
libertà al Tutto. Io ci sono perchè ci sei tu. Sarò il prodotto dell'amore per te, dell'aspirazione ad averti accanto,
dell'estasi in cui inconsapevolmente mi trascini. Se tu solo sapessi, se potessi conoscere tutto ciò, venirne al
corrente! Mi hai tenuta per mano, nonostante non mi stessi vicino, e mi hai condotta in quella direzione... E in
così poco tempo, con l'aiuto della tua guida, sono arrivata dove mai pensavo di arrivare, lontano, ma non
abbastanza per riuscire a vederti. Non lasciarmi. Stringimi la mano ancora. E' sempre più difficile stare al mio fianco,
delle volte non c'è posto per due, delle volte ho voglia di rinnegarti. Ma tu mi hai completamente invasa e non riesco
a renderti colpevole delle mie rinunce, dei miei terrori, delle mie disillusioni. Se solo non lasciassi la mia mano...O
se solo la prendessi davvero. La mia è una Lost Highway. Lo so già. Ma per quanto io provi ad abbandonarti
nell'universo fittizio e simulacrale delle tue opere, godendo distaccata...Non ne sono capace. Eri con me, sei con
me. Sarai con me?
Sei tu che hai dato quel tanto ricercato Senso. Se la tua è magia svelami il trucco. Voglio esserne portatrice Lo sai che penso? Che riprenderò la ricerca e che disperata tenterò di allontanarmi dalla deiezione, dalla negazione del mio essere, dalla morte come unico segno di affermazione...Perchè ho sbagliato a credere di poterti amare.
Verrà il tuo Cowboy anche nella mia stanza e sulla soglia della porta mi dirà: 'Ehy pretty girl, time to wake up'. E
allora aprirò gli occhi e, stanca del sonno, capirò finalmente che anche io avevo creato il mio universo onirico
consolatore. Ma stavolta ne facevi parte tu. Qualcosa mi sveglierà con rabbia: l'ossessione che avrò di te perchè mi avrai
negata.
Non voglio essere la tua Diane. Non voglio! Fammi vivere. Per te. Altrimenti quello che pensavi fosse solo un parto della tua mente, quella che pensavi fosse semplicemente finzione filmica, quello che hai realizzato come epilogo di Mulholland Drive...Sarà il mio epilogo. E tu sarai stato la fonte
della mia speranza e la fine dei miei deliri.
A te David, la costruzione di una vita. La mia. Apaga la luzPrimo maggio. Immagino il casino in piazza San Giovanni… Meglio starsene sul divano a scrivere una pagina del blog, aspettando che arrivino le 4 per riprendere a studiare. Che silenzio da ste parti. Giornata splendida. Ragazzi che si ubriacano, che cantano, si dimenano… E poi io. Ho sempre adorato starmene in disparte vedendo gli altri fare ciò che io non avevo alcuna voglia di fare. Starmene tra Me e Me, mentre il resto della gente si diverte, fa baldoria, si sballa. Tra Me e Me in quei momenti è quanto di più profondo esista. Profondo e rivelatore. Io e ciò che non è me. Separati, ma insieme. Spesso guardo con compassione, altre volte con disgusto, altre volte con indifferenza e altre volte ancora… con invidia. Perché è facile non essere me. Perché non ce n’è neanche uno che pensa a ciò che sto pensando io? Perché in quelle occasioni tutti sono allegri e io no? Perché tutti ridono e io no? A nessuno piace ritrovarsi solo nella folla, triste tra le risa, sordo tra i rumori, al buio tra le luci?A nessuno? A me si. E quanto mi piace! L’estate è alle porte. Vedrò cosa mi riserverà. Non sarà troppo tardi per vivere?? I’ll be there as soon as I can… Aspetto che si veda la mia luce quando tutti i riflettori saranno spenti . E qualcuno ne sarà accecato. (Non strapparmi ora ciò a cui mi aggrappo, l’ unico vero motivo per cui tutto è ancora stranamente incantevole . E’ presto,Dio. )
Bibo no Aozora-Endless FlightTin tin tin tin tin tin… Quel suono che solo delle mani docili ed esperte sono in grado di riprodurre. Sulle corde ordinate e sfuggenti. Le dita arpeggiano velocemente; il suono stridulo del mi cantino e un motivo dilaniante che sopra di esso si snoda. Il legno accoglie caldo quelle note perfette e si stagliano su un immaginario pentagramma scritto chissà dove. Tan tan tan tan tan tan… E ancora lo stesso arpeggio e lo stesso mi cantino e le stesse tre corde infinite volte percosse con l’indice, il medio e l’anulare. Tin tin tin… E sulla tastiera i polpastrelli rigidi cercano ognuno il proprio spazio, in fretta, senza che il suono ne risenta. Veloce. Cambia l’accordo. Le ossa plastiche permettono un movimento leggiadro e schietto che riga dritto all’orecchio e al cuore. Tin tin tin tan tan tan… E’ la musica di una chitarra. Che forse poteva essere la mia. Ma mi accontento di immaginare ciò che in potenza avrei saputo e potuto fare con il mio strumento tra le braccia, un leggio, un poggiapiedi, le mie dita, la mia passione e quella che un giorno abbastanza lontano, un certo maestro diceva fosse ‘la mia bravura’. Ho tutto ancora conservato. Tin tin tin tin tin tin… Forse anche io riuscirò a fare Endless flight con la stessa maestria. Voglio solo tornare ad avere 16 anni ed evitare di commettere quell’errore che mai mi perdonerò e che ogni tanto fa sentire la sua repressione. E quando prova a venir fuori quell’amore strozzato, io lo soffoco ancora. Ma certe musiche lo lasciano libero di riemergere per qualche istante, prima che il mio senso di colpa e di fallimento non lo schiaccino di nuovo nel più profondo dimenticatoio. E questi in cui scrivo, sono proprio quegli istanti. Non sto riuscendo a sopprimere il pianto del più grande amore che ho invano rinunciato ad amare.
25/03/2008- 22.06E' marzo, quasi aprile. Dovrebbe far caldo. In questa casa invece oggi il freddo sa di Natale e di neve.
Aprile. Si avvicina la bella stagione. Voglio scappare. Il più lontano possibile dal caldo, dal mare, dalla spiaggia, dall'estate. Torniamo indietro, all'inverno o, se possibile, allo scorso luglio. Ero a letto 10 minuti fa. Ora sono seduta davanti a questo meraviglioso foglio bianco e, per il momento, i Muse nelle orecchie. Immaginavo di rivederti. E' un'umiliazione, mi vergogno a far emergere certe elucubrazioni: si tu vuelves, yo nunca te dejaré. Non ti desidero TI PENSO Non spero MI INTERROGO Non sogno IMMAGINO Eppure ci sei. Parlarti, sorriderti, dirti ogni cosa, piangere. Ma non sola. Ascoltarti, essere felice, non resistere all'impeto, a quello che i più chiamano Amore. Stringerti le braccia intorno al collo e darti un bacio. Quel bacio per cui ho vissuto, quel bacio che mi ha svegliata avvilita e stanca ogni mattina; quel bacio che ha annientato i miei giorni, straziato le mie notti, oppresso i miei vitali spiriti ; quel bacio in cui ho riposto tutte le mie silenziose memorie; quel bacio che avrei dovuto avere ma che mi hai negato; quel bacio che ho assaggiato ma non mi ha saziato. Quel bacio che ora voglio, pretendo, imploro. Perchè è stato quello il bacio che mi ha prostrata e sarà solo quello capace di sollevare il mio capo reclino. |
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